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finanziaria l'acquisto di un immobile
 

Il mutuo è la modalità più frequentemente utilizzata per reperire il denaro necessario all'acquisto di un immobile.
 

Il Codice Civile ne fissa la disciplina negli articoli che vanno dal 1813 al 1822.
Se si decide di sottoscrivere un mutuo ci si rivolge a una banca o a una società finanziaria che anticipano, generalmente al momento del rogito, il capitale necessario al soddisfacimento del venditore e lo recuperano per mezzo di rate periodiche in un periodo di tempo che può arrivare fino a 30 anni.
Oltre ad effettuare vari controlli sulla solvibilità del sottoscrittore, le banche richiedono la stipula di un'ipoteca sull'immobile a garanzia del debito. L'importo anticipato non copre in genere l'intero valore dell'appartamento, ma si limita ad un massimo del 70% per tutelarsi da eventuali svalutazioni successive alla concessione del prestito. Solo in casi particolari e con la richiesta di ulteriori garanzie accessorie il capitale finanziato può arrivare al 100% del valore dell'immobile.

 

APPROFONDIMENTI
L'ottenimento del mutuo è quasi sempre agganciato alla stipula di un'ipoteca sull'immobile acquistato. Il titolare dell'ipoteca ha la possibilità di rivalersi sull'immobile a garanzia del credito. Il proprietario dell'immobile mantiene il diritto di proprietà ma non può utilizzarlo liberamente. Molti sono i documenti richiesto dall'ente finanziatore per avviare la pratica: i dati anagrafici del richiedente e della sua famiglia, una serie di approfondite informazioni sull'attività lavorativa e sulle fonti di reddito, l'elenco di eventuali altri mutui e debiti preesistenti. Gli interessi sul mutuo possono essere a tasso fisso o variabile. Nel primo caso il tasso viene fissato una volta per tutte e non cambia per tutta la durata del prestito. Il tasso fisso è preferibile quando si prevede che i tassi d'interesse tendano a salire negli anni successivi, ma può rivelarsi svantaggioso nel caso di tassi decrescenti. I mutui a tasso variabile prevedono che il tasso sia agganciato a un altro tasso di riferimento come il Libor e l'Euribor ai quali si aggiunge una differenziale (spread) per ottenere il tasso finale. In questo secondo caso il sottoscrittore è tutelato nell'eventualità di tassi decrescenti ma rischia di pagare interessi elevati in situazioni di tassi crescenti. La disciplina fiscale prevede la detraibilità del 19% degli interessi pagati sul mutuo per l'acquisto della prima casa. L'importo massimo detraibile dipende dalla data di stipulazione del mutuo e arriva fino a un massimo di 7.000.000 di lire. Altra condizione da rispettare è che l'erogazione del mutuo sia avvenuta entro sei mesi (prima o dopo) dall'acquisto della casa. Se il mutuo viene erogato da una banca l'Iva e le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono sostituite da un'imposta fissa dello 0,25% In genere il versamento della somma mutua avviene da parte di un funzionario della banca direttamente al venditore e in presenza del notaio che stipula l'atto di compravendita. Il contratto unico (di compravendita e mutuo) consente infatti di risparmiare qualcosa sulle spese accessorie. .


 

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