Il bon ton del matrimonio galateo |

Il galateo a tavola
Partecipazioni quando?
Chi deve pensarci?
Lo stile e la carta
Le partecipazioni
I genitori annunciano il matrimonio
I genitori annunciano il matrimonio all'americana
Gli sposi annunciano il proprio matrimonio

  • IL GALATEO A TAVOLA La sedia né troppo lontana né troppo vicina: i gomiti devono essere sempre accostati al corpo e le mani, nei momenti in cui non sono "occupate" con le posate, non vanno mai abbandonate in grembo.
    Le buone maniere vi suggeriscono di non riempire mai il bicchiere fino all'orlo, ne di versare altro vino se non avete prima consumato quello già versato.
    Si beve a piccoli sorsi.

    Le signore badano a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi, e sopratutto non arricciano il mignolo.
    Posato il bicchiere ci si asciuga leggermente la bocca, anche in questo caso le signore fanno in modo di non stampare le labbra sul tovagliolo.
    Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere, ne lo si copre con la mano per rifiutare, basterà un lieve cenno.
    Non va la bocca verso la posata, ma la posata verso la bocca.
    Non si soffia sui cibi per farli raffreddare
    Il cibo non va mai toccato con le dita, mai e in nessun caso; fanno eccezione la frutta e il pane.
    Evitare di servirvi dai piatti di portata con le vostre posate, in quanto di solito ne esistono di apposite sugli stessi.
    Non portate mai alla bocca il cibo con il coltello, quest'ultimo serve solo per tagliare le pietanze.
    Per raccogliere le ultime cucchiaiate di minestra non alzate mai il piatto verso di voi, tutt'al più inclinatela verso il centro della tavola.

    Non si utilizza il tovagliolo per pulire posate e bicchieri, né si esaminano in controluce.
    Il tovagliolo non deve mai essere introdotto nel gilet, e ancor meno legato intorno al collo: lo si piega parzialmente, ottenendo una striscia lunga che viene distesa sulle ginocchia.
    Non lo si ripiega mai a fine pranzo, ma lo si posa alla sinistra del piatto al momento di alzarsi.
    L'uso degli stuzzicadenti è proibito alle signore, e decisamente sconsigliabile agli uomini. Se non sono in tavola non si devono mai chiedere.
    Quando si leva un brindisi in onore di qualche invitato non è segno di buona educazione astenersi: se siete astemi sfiorate appena il bicchiere con le labbra, ma partecipate ugualmente al brindisi per non offendere il festeggiato.
    Per pane e grissini l'uso del coltello non è consentito: servitevi delle sole mani.
    Se il pane vi viene servito su un piattino che troverete in alto alla vostra sinistra, abbiate cura di riporvelo nuovamente dopo averlo spezzato. Ricordate di rompere solo il pezzetto che mangerete in un unico boccone: il pane non va mai rosicchiato o morso a più riprese.
    La padrona di casa non dovrà mai insistere perché un ospite si serva una seconda volta, né sono indicati commenti sulle pietanze, sulle capacità culinarie della cuoca, e così via.
    Quando sospendete il mangiare o il bere per scambiare qualche parola con il vostro vicino, lasciate forchetta Punte all'ingiù) e coltello sul piatto con i manici divaricati e le punte che si toccano, non appoggiatele alla tovaglia e neanche sul bordo del piatto.
    Se invece avete concluso di mangiare le posate saranno collocate unite sul piatto con i manici verso destra.
    PARTECIPAZIONI QUANDO? E' opportuno pensare alle partecipazioni con almeno due/tre mesi di anticipo rispetto alla data fissata per il matrimonio, sicuramente dopo aver confermato in modo definitivo il giorno e l'ora della cerimonia nonché il luogo del ricevimento.
    Le partecipazioni andranno poi spedite in modo che arrivino a destinazione 30 giorni in anticipo rispetto alla data del matrimonio.
    E' bene tenere presente che nel caso il matrimonio si celebri in una data prossima a periodi di ferie, sarebbe bene spedire le partecipazioni in modo che giungano al destinatario con 7-9 settimane di anticipo.
    Nel caso si voglia annunciare il proprio matrimonio solo quando questo sia già avvenuto, le partecipazioni andranno spedite il giorno stesso del matrimonio.
      CHI DEVE PENSARCI? Il galateo ci insegna che per tradizione sono i genitori della sposa a doversi occupare delle partecipazioni e di tutta la parte stampata del corredo. Questa però non è una da considerarsi una regola ferrea: spesso, infatti, gli stessi sposi decidono da soli come annunciare quello che, in fondo, è sempre il loro matrimonio!
  • LO STILE E LA CARTA Secondo la tradizione (che coincide con i nostri gusti) le partecipazioni devono avere uno stile classico: il supporto in cartoncino pesante bianco o avorio, liscio, vergato o leggermente lavorato, eventualmente impreziosito nel taglio, la stampa deve essere in “corsivo inglese” (o comunque in un carattere molto classico) il colore dell'inchiostro grigio, seppia o blu. Secondo il galateo la parola d'ordire è formalità nella semplicità, infatti, il matrimonio è l'evento più formale della vita di coppia.
    Per chi desiderasse un oggetto meno rigoroso, sono ammessi i cartoncini in colori pallidi, lavorati con sbalzi o con rilievi a secco. Un modo molto elegante di personalizzare le proprie partecipazioni è di stampare, sempre a secco, le iniziali dei nomi degli sposi.
    Noi, per scelta, non produciamo partecipazioni appesantite da eccessivi disegni più o meno romantici e spiritosi: il giorno del matrimonio è quello più importante della vita, da vivere con la giusta solennità.
    LE PARTECIPAZIONI Le più antiche tradizioni volevano che fossero i genitori degli sposi, attraverso un cartoncino stampato a libro, ad annunciare il matrimonio dei propri figli. Oggi da queste regole ci si può tranquillamente staccare: si può utilizzare la forma classica oppure possono essere gli sposi stessi ad annunciare il proprio matrimonio stampando la partecipazione su di un cartoncino a libro (per rispettare almeno in parte le tradizioni), oppure su di un cartoncino semplice o ad album, eventualmente lavorato ma sempre con moderazione.
    Un'altra possibilità è quella di stampare le partecipazioni su di un foglio di formato UNI A4.
    I GENITORI ANNUNCIANO IL MATRIMONIO Le cose da scrivere sulla partecipazione di matrimonio sono molto sintetiche e semplici: l'annuncio da parte dei genitori, i nomi degli sposi, il luogo la data e l'ora della cerimonia, gli indirizzi.
    Assolutamente da non utilizzare i titoli accademici, mentre si possono utilizzare quelli nobiliari. Se lo sposo (o la sposa) è orfano di un genitore, l'annuncio sarà fatto da un solo genitore. Se la madre di uno degli sposi è vedova risposata, parteciperà con il cognome del secondo marito preceduto da quello da nubile. Il figlio o la figlia manterrà ovviamente il propio cognome.
    Nel caso i genitori siano separati ma in buoni rapporti, potranno partecipare insieme (la moglie con il cognome da ragazza), nel caso non siano buoni i rapporti, l'annuncio lo dovrà fare il genitore cui è o è stato legalmente affidato il figlio.
    E' da considerarsi di cattivo gusto far annunciare ai genitori il matrimonio di figli di età molto superiore ai trent'anni!
    Se la cerimonia fosse celebrata da un Vescovo è necessario scriverlo nel testo della partecipazione: dopo la data, l'ora e il luogo della cerimonia verrà scritta la frase “La Benedizione nuziale sarà impartita da S.E. Monsignor nome e cognome, Vescovo di ….”
  • I GENITORI ANNUNCIANO IL MATRIMONIO ALL'AMERICANA In questa nuova forma, importata dall'America, le principali regole sono in pratica come quelle che utilizziamo in Italia quando gli sposi decidono di far annunciare il matrimonio dai propri genitori, la sola differenza è che le coppie di genitori annunciano entrambe il matrimonio della sposa con lo sposo: il nome della sposa deve sempre comparire prima di quello del futuro marito.
    GLI SPOSI ANNUNCIANO IL MATRIMONIO Se gli sposi decidono di annunciare da soli il proprio matrimonio l'annuncio deve essere semplice e chiaro, non si usano i titoli accademici, gli indirizzi per tradizione sono tre: i due indirizzi della coppia prima del matrimonio e l'indirizzo futuro della coppia sposata.
    Solo per importanti motivi personali è permesso omettere gli uni o l'altro. La disposizione del testo è meno rigorosa e, entro certi limiti, sono consentite diverse varianti.
    Se si decide di mandare le partecipazioni a matrimonio avvenuto l'unico indirizzo da riportare sarà quello comune della coppia.
    Per le nozze tra un italiano ed uno straniero è opportuno prevedere già in partenza partecipazioni in lingua italiana e nella lingua madre dello straniero. In questo caso è di cattivo gusto stampare sullo stesso oggetto le diciture nelle due lingue.
    E' corretto pensare a due corredi distinti; uno per gli invitati di lingua italiana ed uno per quelli di lingua diversa.
    Nel caso la cerimonia fosse celebrata da un Vescovo è necessario scriverlo nel testo della partecipazione: dopo la data, l'ora e il luogo della cerimonia sarà scritta la frase: “La Benedizione nuziale sarà impartita da S.E. Monsignor nome e cognome, Vescovo di ….”
  • INVITO L'invito di matrimonio è per tradizione stampato su di un cartoncino da inserire nella stessa busta utilizzata per spedire la partecipazione.
    Per questo motivo dovrà rispettarne lo stile.
    Si userà dunque lo stesso tipo di carta, lo stesso carattere e lo stesso colore per la stampa.
    La scelta del cartoncino separato è nata dall'esigenza di invitare al pranzo (cena) o rinfresco solo una parte delle persone alle quali viene mandata la partecipazione.

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