Divorzio   

Scioglimento del matrimonio civile

 divorzio scioglie il vincolo coniugale, ma molti rapporti fra gli ex coniugi permangono, soprattutto per ciò che riguarda gli aspetti economici e i figli minori. Qui si spiega quando e come si può chiedere il divorzio e quali sono le sue conseguenze.Che cosa è il divorzio? È lo scioglimento del matrimonio civile. Per i matrimoni concordatari (celebrati in Chiesa e trascritti al Comune) e per quelli celebrati da ministri di altri culti il divorzio incide soltanto sugli effetti civili.Che effetto ha il divorzio sul matrimonio religioso? Per la Chiesa il matrimonio religioso perdura finché non ne venga pronunciato l’annullamento. Pertanto chi divorzia per la Chiesa risulta ancora sposato e non si può risposare con rito religioso. Analoghi principi valgono per gli altri culti.Quando si può chiedere il divorzio? La legge prevede i seguenti casi:
a. Quando i coniugi siano separati legalmente da almeno 3 anni, a decorrere da quando sono comparsi per la prima volta davanti al Presidente del Tribunale, e sia intervenuta la separazione consensuale omologata e la sentenza di separazione giudiziale. Se la separazione è stata di fatto può dare luogo a divorzio solo se è iniziata prima del dicembre 1968.
. Se l’altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero l’annullamento e lo scioglimento del matrimonio e si è risposato all’estero.
c. Se l’altro coniuge è stato condannato con sentenza definitiva a una pena superiore a 15 anni o all’ergastolo, oppure a qualsiasi pena detentiva per incesto o per delitti contro la libertà sessuale o per induzione o sfruttamento della prostituzione; a qualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio o per tentato omicidio del coniuge o di un figlio; a qualsiasi pena detentiva, con due o più condanne, per lesioni aggravate, violazione degli obblighi di assistenza familiare, maltrattamenti, circonvenzione d’incapace ai danni del coniuge o di un figlio.
d. Se il matrimonio non è stato consumato.
e. Se è stata pronunciata sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso.Per ottenere il divorzio è sempre necessario fare una causa e avere l’assistenza di un avvocato? Sì, è sempre necessario       Quanti tipi di divorzio esistono?Sotto il profilo della procedura due, il divorzio consensuale e quello contenzioso.Che differenza c’è?  Nel divorzio consensuale le due parti sono già d’accordo sulle condizioni concernenti l’affidamento dei figli, l’assegno, la casa, la divisione patrimoniale, ecc. Esse presentano un unico ricorso e devono confermare la loro volontà davanti al Tribunale che pronuncerà la sentenza. Nel divorzio contenzioso uno solo dei coniugi presenta la domanda al Presidente del Tribunale, che stabilisce la convocazione dell’altro coniuge, il quale avanzerà le sue richieste. Se necessario, il Presidente pronuncia i provvedimenti di urgenza, quindi la causa prosegue avanti al Giudice Istruttore per raccogliere le prove necessarie in relazione alle domande delle parti. Alla fine il Tribunale pronuncerà la sentenza.
Il procedimento è del tutto uguale a quello per la separazione giudiziale.Il giudice del divorzio è libero di confermare o modificare quanto stabilito nella separazione? Sì, è libero di farlo. Le condizioni della separazione non sono vincolanti. Quali sono i criteri per stabilire l’affidamento dei figli? Gli stessi della separazione legale. In più, nel divorzio, la legge prevede l’affidamento congiunto o alternato a entrambi i genitori. Che cosa deve fare il genitore che cambia residenza o domicilio? Dove comunicarlo all’altro genitore entro 30 giorni. Quali sono i criteri per stabilire il mantenimento dei figli?  Gli stessi criteri della separazione legale. Inoltre dove essere stabilito l’adeguamento automatico dell’assegno, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria (ISTAT). Quali sono i criteri per stabilire l’assegnazione della casa familiare?  L’abitazione nella casa familiare spetta di preferenza al genitore a cui vengono affidati i figli e con il quale i figli convivono oltre la maggiore età. Il Giudice dovrà anche valutare le condizioni economiche dei coniugi e le ragioni della decisione e favorire il coniuge più debole. L’assegnazione della casa, se di proprietà comune o dell’altro coniuge, può essere trascritta nei registri immobiliari, con l’effetto che se la casa viene venduta il terzo acquirente deve rispettarne la destinazione. Se la casa è in locazione, l’assegnatario subentra nel contratto, previo avviso al proprietario. Quali sono le conseguenze del divorzio per i coniugi? Tutti e due riacquistano lo stato libero e possono contrarre nuovo matrimonio valido agli effetti civili.
La donna perde il cognome del marito, a meno che il Tribunale, su sua richiesta, non la autorizzi a conservarlo per particolari motivi. Si perdono anche i diritti ereditari relativi alla successione del coniuge tranne per particolari casi.  In quali casi il divorziato ha dei diritti sull’eredità dell’ex coniuge? Quando si trova in stato di bisogno e aveva diritto all’assegno di divorzio, può richiedere al Tribunale un assegno periodico a carico dell’eredità. Il Tribunale terrà conto dell’importo delle somme percepite, della gravità dello stato di bisogno e dell’eventuale pensione di riversibilità (vedere gli ultimi due punti di questo capitolo); inoltre terrà conto del valore dei beni ereditari, del numero e della qualità degli eredi e delle loro condizioni economiche. Su accordo delle parti l’assegno può essere liquidato in un’unica soluzione. Il divorziato perde il diritto all’assegno se si risposa o perde lo stato di bisogno.

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