Mamme divise tra famiglia e carriera
Nessun senso di colpa
![]() per le mamme che lavorano. Coi figli conta la qualità del tempo passato con loro pagina 2 di 3 indietro avanti In Italia la situazione è leggermente differente. Le donne che lavorano sono solo 4 su 10 e di queste la maggior parte svolge attività part time. Senza andare a cercare i motivi sociali che hanno determinato questa realtà (mancanza di lavoro, mancanza di garanzie per le donne-mamme…) ciò che emerge chiaramente è il senso di colpa che schiaccia queste donne e le oggettive difficoltà che incontrano nel loro tentativo di conciliare famiglia e lavoro (carenza di strutture, assenza pressoché totale di garanzie da parte dello Stato…). Per quanto riguarda questo secondo aspetto, poco c'è da dire: l'Italia, purtroppo, da questo punto di vista, risulta un Paese piuttosto arretrato. Fatta eccezione per alcuni casi, infatti, mancano completamente i servizi per l'infanzia (basti pensare alla situazione dei nidi comunali) e quelli esistenti (e funzionanti) sono il più delle volte gestiti da privati con costi decisamente elevati e non alla portata di tutti. Il discorso cambia, però, per quel che concerne l'aspetto psicologico della questione. Esperti e psicologi dell'età evolutiva, infatti, sono adesso abbastanza concordi anche da noi nel ritenere che ciò che conta non è la quantità di ore che mamma (e papà) trascorrono con il bambino, ma la qualità del tempo da loro investito nei suoi confronti. Una mamma in carriera, quindi, non sarebbe peggiore di una mamma casalinga se è in grado, nonostante i suoi impegni e nonostante sia assente da casa per buona parte della giornata, di prendersi cura del figlio trasmettendogli amore e facendo sentire, anche a distanza, la sua presenza . A supporto di questa tesi, anche l'idea che spesso, i figli di donne che lavorano, riescano a costruire rispetto agli altri un rapporto più saldo con il padre che, in simili contesti, riveste nella loro educazione, un ruolo paritario a quello svolto dalla madre. La divisione dei compiti e il coinvolgimento di entrambi i genitori nella crescita dei figli, infatti, sembra essere facilitato nelle famiglie in cui entrambi lavorano e in cui entrambi sono subissati dai medesimi impegni extra-familiari. L'importante, però, è che la donna riesca a coinvolgere il marito senza per questo sentirsi defraudata di un ruolo che per secoli le è appartenuto: quello di nume tutelare del focolare domestico |
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