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La ricerca di un senso
Una riflessione sul suicidio, in particolare quello dei giovani. Per
cercare le ragioni del gesto e dell'infelicità
che lo provoca. Nel disagio nel mondo giovanile. Nella ricerca di un
senso della vita. La causa
principale del nostro malessere e della nostra sofferenza è l’innata
attitudine egoistica di prenderci cura solo di noi stessi e di ignorare
completamente gli altri. Da questo fondamentale egoismo sorgono le
nostre sofferenze personali, ma anche i problemi sociali, come l’odio,
la guerra, l’intolleranza. È possibile superare questo egoismo di base,
trasformando la propria mente tramite riflessioni, ragionamenti e
meditazioni, che sono stati esposti da Buddha stesso e dai Maestri che
gli sono succeduti. Generando un’autentica attitudine altruistica di
agire solo per il bene degli altri, si ottiene la vera pace
interiore.Sua Santità, esempio vivente della pratica dell’altruismo,
tolleranza e non violenza, spiegherà, sulla base della sua stessa
esperienza, come l’antichissimo insegnamento di Buddha possa essere
un’autentica risposta al malessere contemporaneo. Del suicidio i mezzi di
informazione parlano
poco. È giusto così,
per rispettare il dolore
di chi resta, evitare
gesti sconsiderati di emulazione, fuggire il rischio di trasformare
in eroismo un atto che di eroico
non ha nulla, frenare la chiacchiera. Ma la diffusione del fenomeno dovrebbe
indurci a riflettere, soprattutto quando ad essere
coinvolti sono i giovani, che avrebbero ancora tutta la vita davanti.
Ciò non significa che dobbiamo considerare ogni giovane come una persona a
rischio, continuamente in preda al desiderio di
farla finita; né tanto meno che dobbiamo creare stereotipi negativi è una
tentazione alla quale in genere gli adulti faticano a
resistere per catalogare i giovani come persone fragili e incapaci di far fronte alla vita. Ma non
dobbiamo nemmeno scivolare ma nell'estremo opposto, nel cinismo di
coloro che sottovalutano il problema o che, peggio, lo considerano
semplicemente come un'inevitabile fatalità della quale è inutile
occuparsi.
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