Erbe per oli essenziali 

Calendula
L’olio è contenuto in tutta la parte aerea della pianta, ma soprattutto nei fiori.

  Malva
Le innumerevoli virtù della malva non possono essere ignorate dato che già Orazio raccontava che i Romani ne usavano in abbondanza nell’alimentazione quotidiana e ne conoscevano le virtù terapeutiche.

Indicazioni generali

L’olio di calendula non dovrebbe mai mancare nell’armadietto domestico del pronto soccorso per le sue straordinarie proprietà di venire in aiuto alla pelle nei molti casi di necessità: arrossamento, irritazioni cutanee dei bambini, scottature, (comprese quelle solari o da freddo) ferite, contusioni, eczemi e geloni. Per le donne poi si dimostra molto utile per contrastare o ritardare l’arrivo delle rughe.

Trattamenti

Impacchi, compresse, frizioni, oli e creme per il viso e il corpo.

Indicazioni generali

Comune in luoghi erbosi di tutta la penisola italiana è presente anche nella desolazione dei terreni ghiaiosi, tra le macerie che ingentilisce con la sua fioritura ininterrotta di un bel color rosa-lilla da marzo a ottobre. Eppure questa pianta così umile è tra le più utili nella cosmesi e nella fitoterapia, grazie alla presenza sia nei fiori che nelle foglie di un contenuto di mucillagine, una sostanza benefica attiva di tannino, glucosio e vitamine A, B e C. Nei fiori è presente un olio essenziale e un glucoside, la malvina. In genere l’azione della malva è antinfiammatoria ed emolliente. Viene pertanto utilizzata per prevenire e per curare l’irritazione interna ed esterna dell’organismo.

   Eucalipto

Si distillano generalmente le foglie degli esemplari adulti. L’essenza grezza deve essere purificata dalla presenza di aldeidi, che la rendono maleodorante e provocano la tosse.

Indicazioni generali

La virtù più singolare dell’eucalipto è la proprietà di agire su qualsiasi tipo di febbre, anche per i suoi effetti sudoriferi. Si può poi impiegare con profitto nella preparazione di deodoran

Generalità estrazione, qualità
Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
Tecniche di estrazione

Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
Spremitura o pressatura

E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
Conservazione

Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
I molti usi degli oli essenziali

Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
Aggiunti all’acqua

Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

Bagni

Piacere, igiene, bellezza e salute: questi benefici, tutti connessi nell’esperienza comune alla pratica di immergersi regolarmente in acqua tiepida (20-35) o calda (35-38), vengono ulteriormente potenziati ed esaltati, se all’acqua si aggiungono, al momento dell’immersione, da 5 a 12 gocce di una o più essenze che agiscono sia attraverso la pelle sia attraverso la respirazione del vapore.
Sfruttando le varie proprietà specifiche, si può puntare sulla loro azione stimolante o rilassante, detergente o rinfrescante; per equilibrare pelli secche, grasse o sensibili, per contrastare la cellulite, attivare la circolazione, prevenire o curare un raffreddore.
Bagni ai piedi e alle mani

Si immergono le mani fino ai polsi e i piedi fino alle caviglie per una decina di minuti in acqua mantenuta calda, in cui si siano appena versati 8-10 gocce d’essenza. Paradossalmente, questi bagni parziali sono terapeuticamente più efficaci di quelli totali, forse perché mani e piedi hanno particolari attitudini "riflessologiche" nei confronti dei vari organi del corpo. I pediluvi sono particolarmente indicati in casi di cefalee, nevralgie, sindromi mestruali, e stitichezza. In genere contrastano gli effetti del sov-raffaticamento e, visti i ritmi stressanti della vita di oggi, si rivelano una pratica igienica raccomandabile a tutti.
Gli o. e. sono pur sempre "farmaci" proprio nel significato che gli antichi davano a questo termine utilizzandolo per dire "rimedi" o "veleni", ben consci che un vero potere può essere positivo o negativo a seconda di come lo si impiega o vi si ricorre. Per questo l’uso puro di queste essenze è di competenza dell’aromatera-pia in senso stretto, ma di questo argomento ne riparleremo forse nel prossimo giornale.

Diamo adesso una breve lista di piante da cui si estraggono gli o. e., tenendo ben presente di non eccedere con il dosaggio e la percentuale di oli per coloro che volessero provare ad usarli.

  • L'ERBARIO

  • L'iperico, pianta dalle mille proprietà

    fiore di ipericoCome curare mente e corpo con infusi, tisane e macerati di iperico, prestando però attenzione ai possibili effetti collaterali.

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

  • Digerire con l'alloro

    alloroL´alloro è un piccolo albero sempreverde. Appartiene alla famiglia delle lauracee e il suo nome scientifico è Laurus Nobilis.

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

  • Eucalipto: la pianta delle regge e delle paludi

    pianta eucaliptoNella stagione autunnale suffumigi, inalazioni e tisane a base di eucalipto sono un vero toccasana.

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

  • Rosa canina: la ricca fonte di vitamina C

    rosa caninaAvreste mai pensato di curarvi con una rosa? Una specie in particolare, quella canina, è davvero ottima per lenire i nostri acciacchi invernali.

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .


     

  • Cervicale? Ribes nigrum e artiglio del diavolo

    artiglio del diavoloGLI ANTIDOLORIFICI NATURALI
    Per contrastare la cervicale in modo naturale ci sono piante amiche.

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .


     

  • Il fieno: prezioso antireumatico e non solo

    donna nel bagno di fienoIl dott. Bianchi ci spiega come, e dove, sfruttare tutte le sue qualità

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

  • Ortica amica

    orticaState beatamente passeggiando lungo un sentiero di campagna o di collina. Ad un tratto accusate un leggero pizzichio alla gamba e poi a poco a poco il prurito aumenta e diventa insopportabile. Non temete: i serpenti non c´entrano. Tutta colpa di una semplice ortica che inavvertitamente avete sfiorato. In realtà il bruciore provocato dall´ortica è curativo. Ce lo spiega il dottor Roberto Bianchi

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .


     

  • Il ginseng, la radice della vitalità

    ginsengIl segreto della leggendaria resistenza dei tartari, il popolo nomade che compiva incredibili scorribande nel continente asiatico? Per Marco Polo tutto merito del ginseng, di questa strana radice dalla forma umana che fortifica e dà un´incredibile vitalità. Il dottor Roberto Bianchi ci spiega come assumerla.

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

  • L'eleuterococco, il ginseng siberiano

    eleuterococcoIl dottor Bianchi ci illustra le proprietà di questa pianta che è un ottimo tonificante come il ginseng anche se meno noto.
    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

  • Rinfrescarsi con la menta

    mentaIl dottor Roberto Bianchi ci dà utili informazioni sulla menta, una pianta conosciuta fin dall'antichità per le sue proprietà curative.

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

  • La liquirizia: radice amica

    liquirizia Il dr. Roberto Bianchi ci illustra le proprietà curative di quest'antica radice

    Generalità estrazione, qualità
    Che cosa sono le essenze o più propriamente gli "oli essenziali"? Non sono altro che i principi aromatici contenuti nei vegetali e che si possono ricavare per distillazione. Queste sostanze oleose, non solubili in acqua (però lo sono in alcool, etere o solvente) sono dotate di elevata volatilità, perciò tendono a passare con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che le immagazzinano, possono trovarsi un po’ da tutte le parti, nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.
    Tecniche di estrazione

    Le uniche tecniche di estrazione che danno prodotti adatti e consentiti dalla legge per un uso terapeutico, sono la distillazione in corrente di vapore d’acqua e la spremitura. Distillazione in corrente di vapor d’acqua E’ a tutt’oggi il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare cede al vapore le sue sostanze volatili che, dopo la refrigerazione, si separano di nuovo e possono essere raccolte in preziose goccioline: gli oli essenziali.
    Spremitura o pressatura

    E’ il metodo che si adotta per ottenere gli oli essenziali contenuti nella scorza degli agrumi. Un tempo eseguita normalmente, questa operazione oggi è affidata ad apposite macchine che estraggono contemporaneamente il succo dei frutti e l’essenza dalle scorze. La qualità è un requisito importante e nel caso delle essenze è addirittura "essenziale" (scusate il gioco di parole); se è vero che tutti i vegetali producono sostanze aromatiche è d’altra parte infinito il numero delle varianti in rapporto al genere, alla specie e alla varietà della pianta, alla composizione, all’altitudine e all’esposizione del suolo dove cresce; inoltre influiscono il clima e gli agenti atmosferici. Un altro aspetto importantissimo è legato al ciclo vitale della pianta stessa, per cui si parla di "momento balsamico" per indicare il periodo di massima concentrazione dei principi odorosi. Questo momento magico può variare in relazione alla diversa parte della pianta (foglie e fiori per esempio) o a seconda dell’ora del giorno.
    Conservazione

    Il calore, la luce, l’aria e l’umidità possono compromettere la qualità delle essenze. E’ dunque necessario conservarle in recipienti in vetro scuro ermeticamente chiusi e in un ambiente fresco e asciutto.
    I molti usi degli oli essenziali

    Sono molteplici le opportunità di impiego che gli o. e. offrono, al di là degli usi industriali, a chi vuole servirsene "attivamente". Ciò significa farsi carico in prima persona della cura di sé, non solo nel significato restrittivo di porre riparo a eventuali disturbi e malanni, ma anche adoperandosi per prevenirli.
    Aggiunti all’acqua

    Semplici e alla portata di tutti, la pratica di versare uno o più o. e. nell’acqua soddisfa le svariate esigenze di ordine igienico, cosmetico e terapeutico. .

  • Bocca salva con la salvia

    SalviaOggi per l’igiene orale non abbiamo che l’imbarazzo della scelta tra morbidi spazzolini, pastosi dentifrici e lunghi fili interdentali. E gli antichi che facevano? Come pulivano i loro denti? Semplice: per renderli bianchi e scintillanti li strofinavano con una foglia di salvia. Ma questa pianta ha anche altre importanti proprietà.

     

  • Primula, la pianta del cuore

    PrimulaLa forma non mente: non è un caso che la primula abbia una gialla corolla che ricorda un cuore… Il suo macerato glicerico è infatti molto efficace in campo vascolare e cardiaco. Mentre infusi e decotti ci proteggono da raffreddori primaverili.
     


 

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