Tosse secca o grassa ? rimedi   

  Per capire le cause del disturbo, occorre distinguere tra i diversi tipi di tosse. La tosse grassa è chiamata anche tosse "produttiva" per la presenza del catarro, una normale secrezione delle mucose delle vie respiratorie che si forma nella parte più alta del polmone e di solito viene spinta fuori: così l'apparato respiratorio si ripulisce da tutte le sostanze estranee. In caso di infiammazione, la secrezione è molto abbondante, per cui l'espulsione non può avvenire gradatamente: è la tosse, allora, a svolgere questo lavoro di "pulizia", accelerando la sua eliminazione. Una volta espulso il catarro, la tosse cessa. Ecco perché non va ostacolata una tosse grassa: è benefica anche se a volte il suo suono cavernoso può far preoccupare.
La tosse secca, chiamata anche "improduttiva", perché non è accompagnata da catarro, può essere di natura allergica oppure dovuta a un raffreddore, a un'infezione della gola o dei bronchi. Ma come si fa a capirlo? In base alle caratteristiche che la tosse presenta:
se la tosse è soffocante e, ogni volta che si prende fiato e si inspira, si emette un suono stridulo (simile al latrato di un cane e per questo detto "abbaiante") probabilmente è dovuta ad un'infiammazione della laringe, la parte superiore della trachea, dove sono situate anche le corde vocali. In questo caso ci può essere anche un abbassamento della voce. Nel giro di qualche giorno la tosse evolve in tosse grassa
se la tosse pizzica in gola ed è insistente può essere presente un'infiammazione della trachea, della faringe o dei bronchi. Anche in questi casi, dopo qualche giorno, la tosse da secca si trasforma in grassa
se la tosse è stizzosa, toglie il fiato o tende ad essere spasmodica, probabilmente ha origine allergica
se la tosse si manifesta soprattutto di notte con attacchi spasmodici, che finiscono con una sorta di risucchio d'aria per cercare di riprendere fiato, si tratta probabilmente di pertosse, un'infezione causata da un batterio chiamato Bordetella pertussis.
A volte la tosse cronicizza, ossia persiste per settimane perché le mucose continuano ad essere irritate. La tipica tosse cronica è la "tosse del fumatore", chiamata così perché le mucose sono costantemente irritate dal fumo.

Cura la tosse con cipresso, pino e eucalipto
In questo periodo invernale, con la stagione fredda ed umida sono molto comuni anche le infezioni virali e batteriche a carico dell’apparato respiratorio. E tra tutti i sintomi (febbre, dolori toracici e muscolari, espettorato, difficoltà respiratoria, ecc.) quello in assoluto più frequente e fastidioso è certo la tosse. Dobbiamo necessariamente ricordare che quando un disturbo ci affligge per più di alcuni giorni, anche se apparentemente banale come la tosse, è sempre opportuna una diagnosi medica. Ad esempio, nel caso della tosse diventa importante differenziare il sintomo di una fugace malattia da raffreddamento da quello ben più importante di una broncopolmonite o di uno scompenso cardiaco. La terapia quindi sarà sempre mirata in base alla patologia in atto. Quando invece siamo in presenza di una laringo-tracheite senza complicanze ed in soggetti senza preesistenti gravi patologie a carico dell’apparato respiratorio e cardio-vascolare la tosse diventa dominio dell’automedicazione. E qui in genere si scatena la fantasia, con il ricorso a rimedi, naturali e non, i più disparati: dal latte caldo con miele a suffumigi con camomilla per passare dagli sciroppi e supposte mucolitiche fino alla somministrazione incontrollata e quasi maniacale di antibiotici e cortisonici. Forse non è superfluo ricordare anche che la tosse va sedata solo quando è secca, stizzosa e realmente fastidiosa. Spesso infatti lo stimolo della tosse risponde alla necessità di espellere la secrezione catarrale in eccesso, e sedarlo potrebbe essere addirittura controproducente. Qui vogliamo dare una breve e chiara sintesi dei rimedi naturali che sono utilizzabili in modo razionale e corretto, talvolta sufficienti da soli, talvolta ovviamente come complemento a terapie con farmaci di sintesi. La sostanza vegetale considerata in assoluto il rimedio più efficace come sedativo centrale della tosse (che agisce cioè direttamente sui centri nervosi che governano l’apparato respiratorio) è un alcaloide presente nel latice del papavero da oppio: la codeina. L’oppio, utilizzato in passato come sonnifero, contiene in realtà sostanze molto diverse tra loro, tutte attive a dosaggi molto bassi, alcune delle quali veri e propri stupefacenti, analgesici come la morfina, oppure spasmolitici come la papaverina. La codeina invece presenta questa importante attività sedativa della tosse oltre che analgesica, alla quale si può ricorrere tuttavia solo in casi particolari e con speciale ricetta medica. Quando invece sia presente una tosse catarrale, sintomo di infezione virale o batterica delle vie respiratorie, come una sindrome influenzale o una bronchite, si può ricorrere vantaggiosamente all’attività balsamica e sedativa della tosse (gli antichi parlavano di attività “bechica”) di alcuni oli essenziali, quelle sostanze cioè estratte dalle piante mediante la distillazione. I più tipici sono certamente il Cipresso, il Pino e l’Eucalipto. Sono disponibili anche in alcune specialità medicinali da banco o confezionabili dal farmacista su prescrizione medica magistrale. Non è invece prudente utilizzarli puri per fomente, perché potrebbero diventare irritanti, mentre si può ricorrere ad idonee preparazioni del commercio, che già prevedono le opportune diluizioni, oppure a prodotti utilizzabili per frizioni toraciche. Tutte queste sostanze sono anche utilizzabili insieme a farmaci di sintesi di tipo antibiotico, se in presenza di una infezione o complicazione batterica, oppure naturali di tipo immunostimolante come ad esempio gli estratti di Echinacea (standardizzati in polisaccaridi). E’ inoltre necessario parlare anche di una pianta bocciata dalla verifica scientifica, ancorché tipica della tradizione popolare, la Farfara, della quale addirittura lo stesso nome botanico indica le proprietà calmanti della tosse, Tussilago farfara, che significa appunto “capace di allontanare la tosse”. In realtà sappiamo ormai da circa 30 anni che i fiori e le foglie di questa erbetta che fiorisce tipicamente nel periodo invernale contengono alcaloidi cancerogeni e tossici per il fegato: sono infatti responsabili di danni cronici fino alla cirrosi e di una malattia particolare chiamata trombosi delle vene sovraepatiche. In letteratura è stata anche descritta la tossicità dell’infuso di Farfara in un bambino di 18 mesi, mentre al contrario non esiste alcuna dimostrazione della sua sicurezza ed efficacia. Questa pianta, in passato considerata medicinale, è quindi oggi da evitare sotto qualunque forma, anche come infuso, ed a maggior ragione sottoforma di estratti. Non scandalizza certo questa realtà. Mentre grave e paradossale è invece il fatto che, nonostante questi importanti aspetti di ordine tossicologico, ancora oggi vi sia qualcuno che produca, venda, consigli o prescriva questa apparentemente innocua “piantina”. E per questo l’informazione è d’obbligo. (l’autore è direttore del Centro di Medicina naturale, Ospedale San Giuseppe, Empoli) www.naturamedica.net .

Per contrastare raffreddori, tossi e quant’altro i nostri consigli vanno verso i rimedi naturali, che oltre a essere piùsalutari delle aspirine e dei ritrovati chimici, sono spesso anche più buoni Prima di descrivervi i prodotti che la natura mette a nostra disposizione contro i malanni dell’inverno, è importante avvertirvi che i rimedi naturali non hanno un effetto automatico, ma servono a rinforzare nel tempo le difese immunitarie. Partendo dalla famosa spremuta d’arancia è evidente che essa da sola non fa passare il mal di gola o il raffreddore, ma prenderne spesso per tutta la durata dell’inverno aiuta il vostro organismo ad evitare di contrarre queste malattie. Lo stesso vale per quasi tutti gli altri rimedi. Ma andiamo con ordine.Timo, menta ed eucalipto contro la tosse Avete presente quella brutta tosse che vi beccate a novembre e che vi va via a febbraio? La potete eliminare più velocemente prendendo tutte le sere dopo cena una tisana. Andate in erboristeria e chiedete una composizione con 40 grammi di timo, 40 di eucalipto e 20 di menta. Ogni sera ne mettete un cucchiaio raso in una tazza d’acqua bollente, la fate stare qualche minuto in infusione e poi la filtrate con un comune passino. Bevete (potete anche zuccherare se proprio volete) e finalmente respirate!
Un’altra possibilità è quella di fare dei fomenti di eucaliptus. Ne comprate un etto in erboristeria, ne mettete un cucchiaio in un litro d’acqua bollente e inalate i vapori che ne derivano (mettendovi un asciugamano in testa... via l’avrete pur visto fare qualche volta!).

Rimedi naturaliEchinacea per le febbriciattole
E quando arriva quella fastidiosa febbretta che contraddistingue i fine settimana romantici? Bevete tanti liquidi (acqua e spremuta) ma proprio tanti per depurare l’organismo e preparatevi per la sera una tisana di echinacea. Abbiamo già descritto il procedimento, adesso sta a voi. Tenete presente che la febbre è spesso sintomo non solo influenzale ma anche di intossicazione dell’organismo. Per depurarvi prendete spesso tarassaco, carciofo o timo.
Eeet-ciù!
Avete starnutito? Allora contro il raffreddore e il mal di gola il rimedio si chiama propoli e si prende in estratto glicolico (difficile? sono solo gocce, le chiedete in erboristeria) spuzzandovene una presina direttamente in gola magari diluendola con l’acqua. Una presina... venti gocce. Potete prendere la propoli anche più volte al giorno senza alcuna controindicazione.
Il rimedio del tenore
Infine un suggerimento prezioso per la gola. Per tutto l’inverno potete prendere l’estratto glicolico di erisimo. Trenta gocce dopo pranzo e trenta dopo cena in mezzo bicchiere d’acqua non solo vi preservano la gola da malanni vari ma vi restituiscono anche una bella voce, è infatti il rimedio erboristico preferito dai cantanti d’opera!
 

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